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Prognosfruit: mele, sarà una delle stagioni più 'scariche' di sempre

Le stime di produzione per il 2017 prevedono uno dei raccolti di mele più bassi di sempre, in Europa, con 9.343.000 tonnellate e una diminuzione del 21%, rispetto al consuntivo dello scorso anno.

Prognosfruit: mele, sarà una delle stagioni più

Le stime di produzione per il 2017 prevedono uno dei raccolti di mele più bassi di sempre, in Europa, con 9.343.000 tonnellate e una diminuzione del 21%, rispetto al consuntivo dello scorso anno, che ha raggiunto quota 11.779.000 ton., ma anche rispetto alla media degli ultimi anni.

In Italia, dove la perdita stimata è del 23%, la produzione sarebbe tra le più basse di sempre: 1.757.000 ton. È quanto emerge dai dati presentati a Prognosfruit, in corso a Lleida in Spagna, secondo quanto riferisce Assomela, all'evento con una delegazione guidata da Alessandro Dalpiaz.

Co-organizzato da Wapa, Copa-Cogega e Afrucat, l'appuntamento di quest'anno era particolarmente atteso a fronte delle gelate che hanno colpito molti Paesi produttori il 20 ed il 21 di aprile e poi ancora il 10 e 11 maggio. La produzione ha subito danni rilevanti, sia in termini di volume che di qualità e si prevedono riduzioni consistenti in tutti i Paesi "vocati"i: in Polonia si registra un calo del 29% che porterebbe la produzione a 2.870.000 ton., in Francia, con una diminuzione dell'8%, il raccolto non dovrebbe raggiungere quota 1.400.000 ton.

Tra i paesi maggiormente colpiti ci sono la Germania, con una perdita stimata del 46% e una previsione di produzione di 555.000 ton., il Belgio e l'Olanda con un calo stimato della produzione rispettivamente del 68% e del 26%. Per il secondo anno consecutivo sono state duramente colpite l'Austria, dove la produzione prevista è ancora lontana dalla media degli anni precedenti, e la Slovenia, dove il raccolto è stato praticamente azzerato. Nella medesima area, invece, l'Ungheria sembra non aver subito conseguenze dalla grande ondata di gelo che ha colpito l'Europa, con una produzione superiore del 26% a quella della scorsa stagione, ma vicina al potenziale di questo Paese.
Conseguenze meno negative nel Sud dell'Europa, dove a parte la stima di aumento produttivo del 19% per il Portogallo, si registra il segno meno di Grecia (-10%) e Spagna (-4%).

Nel corso dell'estate le grandinate che hanno interessato alcune aree produttive hanno ulteriormente infierito su una produzione già in buona parte compromessa. I frutti di alcune varietà, stando a quanto emerge a Prognosfruit, potrebbero essere di calibro inferiore, ma anche presumibilmente di qualità più bassa per danni da ruggine legati al freddo ed agli eventi grandinigeni successivi.

In generale, quindi, la quota di mele destinate al consumo fresco sarà di circa il 20% inferiore a quella dello scorso anno e alla media degli anni precedenti.

In calo le principali varietà

In Europa dovrebbero calare praticamente tutte le varietà, dalle tradizionali alle nuove: per la Golden Delicious ci si aspetta un calo del 18% con una produzione sotto i 2 milioni di ton., per la Red Delicious del 9% e per la Gala del 3%. Dovrebbero scendere anche Fuji del 2%, Granny Smith del 9% e Jonagold del 44%. Si stima un segno negativo anche per Cripps Pink (-2%), Braeburn (-28%) e nuove varietà con un -15%. 

Uno sguardo alla situazione italiana: Trentino -60%

Per l'Italia si prevede dunque una produzione in calo significativo rispetto a quella della scorsa stagione (-23%) e a quella media degli ultimi anni con un dato di 1.756.776 ton.  Tutte le regioni italiane sono state colpite dalle gravi gelate della fine di aprile, nel momento in cui i meleti erano in piena fioritura. Il Trentino è sicuramente la zona produttiva più penalizzata: ci aspetta un calo superiore al 60%. Anche alcune aree dell'Alto Adige hanno subito danni con un calo produttivo del 7% rispetto alla scorsa stagione. 

Infine, sia pur in misura inferiore e a macchia di leopardo, tutte le altre regioni produttrici italiane, dalla Valtellina al Piemonte passando per il Veneto ed il Friuli, con l'eccezione della sola Emilia Romagna, hanno subito danni rilevanti e per loro si prevede un calo produttivo generale del 17%.

Vista l'area geografica colpita dalle gelate, la varietà che subirà un pesante calo della produzione sarà certamente la Golden Delicious, per la quale si stima una riduzione di almeno il 36%. Calano praticamente tutte le varietà e tra le tradizionali quelle per le quali si prevedono riduzioni di produzione importanti sono Red Delicious (-20%), Gala e Granny Smith (-14%), Braeburn (-16%) e Renetta del Canada (-80%). Perdite inferiori sono invece attese per Cripps Pink (-10%) e Fuji (-5%). Scendono di poco (-6%) tutte le cosiddette “altre varietà” che comprendono anche le varietà nuove e club.

Assomela: fondamentale calibrare i programmi di vendita

Forse mai come quest'anno i dati presentati durante il Prognosfruit sono in grado di darci un quadro di riferimento così chiaro e definito per la stagione entrante, sottolinea Assomela.  

È presumibile che, vista la disponibilità inferiore di prodotto, i prezzi saliranno rispetto a quelli delle non entusiasmanti stagioni precedenti, ma gli operatori dovranno lavorare accuratamente per gestire il prodotto nel migliore dei modi e garantire una fornitura quanto più regolare possibile. Sarà importante calibrare i programmi di vendita in maniera da non generare aspettative di prezzo eccessive e controllare la qualità del prodotto destinato al mercato fresco. 

Vista la mancanza di prodotto in Europa, è probabile che le vendite dei produttori Ue si concentreranno più sul continente e meno verso i paesi terzi..
Potrebbero riprendere vigore nel finale di stagione le importazioni dai paesi dell'Emisfero Sud, a livelli molto bassi negli ultimi anni, sebbene il tasso di cambio non sia particolarmente favorevole per gli operatori dei paesi terzi.
L'organizzazione del settore, conclude Assomela, in questa stagione più che mai, dovrà dare prova di sapersi muovere in un mercato dai contorni particolarmente incerti, gestendo al meglio il prodotto e le risorse a propria disposizione. Buone prospettive sono segnalate per il prodotto da industria, da considerare per evitare la vendita di frutti di bassa qualità sul mercato del “fresco”.
 

 

Articolo pubblicato su Italiafruit News il 9/8/2017.


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